Madama Butterfly (2000-2018)

Tragedia giapponese in tre atti di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa (da John L. Long e David Belasco)

Musica di Giacomo Puccini

Orchestra e Coro del Festival Pucciniano di Torre del Lago

Regia: Vivien Alexandra Hewitt

Scene: Kan Yasuda

Costumi: Regina Schrecker

Nel 2000, Regina Schrecker viene contattata dalla Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago e crea i costumi per l’opera “Madama Butterfly”, in completa sintonia con le realizzazioni monumentali dello scultore e scenografo giapponese Kan Yasuda.

Segnalata dall’Ambasciata giapponese e dalla Fondazione Italia/Giappone per la sua profonda conoscenza degli usi giapponesi, Regina Schrecker si dedica al progetto con irresistibile passione e rigoroso rispetto verso il simbolismo nipponico, adattando le varie forme del kimono tradizionale fino a farle diventare un insieme stilizzato di grandissimo effetto.

Il successo internazionale di questo allestimento, portato in tournée mondiale a Tokyo, Osaka, Nagasaki, Baden Baden, Baltimora, Monte Carlo, Sudamerica e, come evento speciale, all’Expo Universale 2005 di Aichi/Nagoya (Giappone), è testimoniato dalla sua longeva permanenza in cartellone e dagli incessanti elogi da parte della critica e del pubblico: “continua a raccogliere unanimi consensi l’ormai decennale Madama Butterfly della premiata ditta Yasuda-Hewitt-Schrecker. Il tempo è stato generoso con questo bellissimo allestimento il cui successo aprì la strada al progetto Scolpire l’opera e al quale sono bastati pochi tocchi per renderlo ancora più minimalista e incisivo: […] è su un nitido declivio bianco che le astratte sculture di Kan Yasuda assumono un rilievo e una potenza espressiva, se possibile, maggiore. Il tutto […] è esaltato dagli splendidi, impalpabili costumi di Regina Schrecker declinati nelle infinite gradazioni del bianco. Pochissimi i tocchi di colore, quasi sempre nelle fredde tonalità dall’acciaio all’azzurro. Impressionante, quindi, l’apparizione del corteo (dallo strano, vago sapore rinascimentale) al sommo del pendio con la tenue farfalla ammantata di nuziali veli rossi” (Marilisa Lazzari, Operaclick, 2010).